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8 marzo 2026 verso l'uguaglianza di genere in un pianeta 50-50

 Le donne in un mondo del lavoro in evoluzionverso un pianeta 50-50 nel 2030”.


8 marzo 2026 AGENDA 30 ONU - MOBBING DI GENERE

È questo il tema scelto per promuovere il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 dell'Organizzazione delle Nazioni Unite tra cui appunto: l’uguaglianza di genere e l’empowerment delle donne e delle ragazze.
Va detto, però, che se è vero che l'8 marzo si celebrano i progressi raggiunti dalle donne in tutto il mondo in ambito socioeconomico, in effetti 
dall'analisi dati EU-OSHA e INAIL, emerge che con l'emancipazione e la crescita dell'autonomia culturale della figura femminile sono aumentati anche i rischi psicosociali cui la donna è esposta, alias i tentativi di isolamento e le molestie sulla donna nei luoghi di lavoro. Il mobbing di genere cresce, con comportamenti vessatori e violenze da parte di colleghi o superiori, al fine di estromettere la vittima designata dall’ambiente di lavoro.

Nonostante, infatti, molti progressi siano stati fatti grazie agli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, molte donne e ragazze nel mondo continuano a essere vittime di Mobbing e abusi sul luogo di lavoro con una percentuale che supera di gran lunga quella maschile.
Molte le iniziative italiane
per l'abbattimento delle differenze di genere e la violenza d'ogni tipo contro le lavoratrici, una lotta che non può fermarsi.
Dall’8 al 12 marzo, in cinquanta città italiane Amnesty International Italia e Altromercato saranno presenti con iniziative e incontri nelle piazze e nelle Botteghe Altromercato aderenti per sensibilizzare sul tema dei diritti delle donne di tutto il mondo

Sempre l'’8 marzo 2026 a Roma l'appuntamento è alle 17:00 a Piazzale Ugo La Malfa (Circo Massimo) con un corteo che arriverà a Piazza Vittorio Emanuele II

Doveredicronaca
Di Redazione ©

Fonte: Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA)

 

 

Nuovo Codice deontologico per giornaliste e giornalisti in vigore da domenica 1° giugno 2025

Presentazione e consegna del nuovo codice deontologico a giornaliste e giornalisti

Roma - 28.02.2025 - E' stato presentato in Campidoglio, nella Sala della Protomoteca, il nuovo codice deontologico per giornaliste e giornalisti, che entrerà in vigore il 1° giugno 2025. 

L'incontro è stato organizzato dall' Ordine dei Giornalisti del Lazio e da Carlo Felice Corsetti, Presidente dell'Associazione Pubblicisti Italiani Uniti per l'Europa, durante la mattinata dedicata alla formazione degli iscritti all'albo.
I temi trattati durante l'incontro, attraverso la lettura argomentata di tutti quanti gli articoli del nuovo Codice, hanno fatto riferimento all'intelligenza artificiale, alle molestie, al suicidio di ancora troppe vittime dei media, al femminicidio, alla presunzione di non colpevolezza, al corretto uso dei social, all'obbligo della verità, ai compensi dignitosi, al rispetto per la formazione obbligatoria.
" E' un vademecum contenente tutte le novità del settore, inerenti alle buone pratiche non solo nell'interesse della nostra categoria, ma dei cittadini tutti a cui il nostro lavoro è dedicato con uno sforzo importante in un momento delicato della nostra professione ". Così la Segretaria del Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Giornalisti, Paola Spadari, ha introdotto il nuovo codice definendolo come una " cassetta degli attrezzi " consultabile in qualsiasi momento sia dai cittadini che dai giornalisti, richiamati alla massima attenzione per le regole in un momento storico delicato per il settore dell'informazione, in cui fondamentale deve diventare il corretto uso dei termini da scegliere nel racconto giornalistico per testimoniare i fatti nella forma migliore possibile. " Chiediamoci sempre se stiamo usando la parola giusta, come si può definire fidanzatino una persona che sferra sessanta coltellate ? " ha concluso Paola Spadari sottolineando anche l' importanza dei titoli degli articoli, in quanto potenzialmente condizionanti i fruitori dell'informazione.

Sono seguiti i ringraziamenti del Presidente ODG Lazio, Guido D'Ubaldo, al sindaco di Roma Roberto Gualtieri: "non è la prima volta che il Campidoglio mostra attenzione per la nostra categoria" ha detto il Presidente che ha poi espresso apprezzamento per il lavoro e l'attenzione dei colleghi.
Tra i relatori l'avvocata Caterina Malavenda cassazionista, esperta in diritto dell'Informazione e la giudice Daniela Rinaldi, Presidente della Sezione penale della Corte di Appello di Roma, la quale ha manifestato grande apprezzamento per il nuovo Codice. In particolare la Magistrata si è soffermata sull' articolo 24 riguardante la cronaca giudiziaria, esprimendo dissenso per la deriva dei troppi cronisti che ancora riducono l'informazione processuale ad un agone, una "concezione sportiva della giustizia, e del processo penale in particolar modo, che non appartiene alla nostra cultura italiana, ma a quella cinematografica nordamericana". La Giudice ha poi descritto attraverso la propria esperienza professionale la drammaticità dei reati di revenge porn, molestie sessuali, stalking, e tutta la violenza di genere che nella stragrande maggioranza dei casi matura in contesti patriarcali, e  in ambiti endofamiliari, con ripercussioni sulle stesse denuncianti esposte a vittimizzazione secondaria.

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