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Come e perché a troppi italiani non piace cambiare...

ANTONIO GIANGRANDE: VI SPIEGO COME IN ITALIA SI TRUCCANO I CONCORSI PUBBLICI E SI SCHIAVIZZANO I PRATICANTI.

Antonio Giangrande, suo malgrado proprio per questo perseguitato, con i suoi canali divulgativi e con gli strumenti testuali e video,  vuole portare avanti e meglio far conoscere questo grave problema e quindi chiede a tutte quelle persone che hanno fatto o che stanno facendo l’esperienza di praticantato o di partecipare ad un concorso pubblico di sostenerlo in questa denuncia, facendo conoscere i suoi video ed i suoi libri, anche da leggere gratuitamente. Inoltre si rivolge a quei Parlamentari che si dichiarano di essere diversi dagli altri e che proclamano di attivarsi in Parlamento per l’interesse comune e non per tornaconto personale o di corporazione. L’invito è rivolto anche a tutte le persone che non hanno mai avuto, per loro fortuna, questa esperienza, ma che vogliono dare un contributo a questa iniziativa, affinchè per i loro figli non sia dedicata questa sorte.

La domanda che tutti dovremmo porci è: cosa succede oggi quando si raggiunge la fatidica laurea con i sacrifici propri e della famiglia? Semplice, si cerca un lavoro, e siccome il lavoro per i comuni mortali ormai è diventato un miraggio se non si hanno santi in paradiso, per non stare con le mani in mano, di solito ti iscrivi a una scuola di specializzazione, il cui risultato finale è uno stage gratuito di 6 mesi senza percepire un soldo...continua


"Bersani aveva il dovere di non consegnare il Paese a Monti" afferma Di Pietro

20 gennaio 2013 – dalla natia Bettola, Pierluigi Bersani tuona giocando in casa: “C'è un solo voto utile, quello dei progressisti, perché o vincono loro o vince la destra, punto”. Queste le parole dette oggi alla popolazione del piccolo comune piacentino dove l'attuale candidato Premier del centrosinistra tenne i suoi primi comizi per le primarie, pochi mesi fa, quando i due avversari erano interni alla sua coalizione: Matteo Renzi e Nichi Vendola.

E invece no. I tempi sembrano essere radicalmente cambiati, in questa campagna elettorale, come gli attuali avversari politici, assai più destabilizzanti e reali per Bersani. Sul tormentone del voto utile ad esempio Antonio Di Pietro candidato con la lista Rivoluzione Civile di Ingroia spiega che “ il voto utile deve essere utile al cittadino ed a quello che il cittadino si aspetta che la politica faccia per lui”. Sul dialogo negato da Bersani alla neonata lista Rivoluzione Civile ed al rifiuto persistente e palese del leader del PD a qualunque tipo di confronto con Antonio Ingroia, Di Pietro, intervistato a La 7 nel corso del programma In Onda, afferma: “ Bersani aveva il dovere di non consegnare il Paese a chi vuol fare una politica che è esattamente l'opposto di quel che lui dice vuol fare”. E Di Pietro dice ancora: “il partito democratico in questo anno di governo ha dato la fiducia al Governo Monti 50 volte su provvedimenti che oggi dice di voler cambiare e adesso continua a non voler fare l'accordo con noi così da poter dire serenamente agli elettori di votare un centrosinistra con un programma unitario e ben chiaro”. L'analisi che Di Pietro fa a questo punto del comportamento del PD è questa: rendendosi conto che Monti si è fatto la sua lista, inaspettatamente, e ponendosi questa in alternativa al centrosinistra, il PD pur di non accordarsi con quella che sembra già diventata una consistente realtà numerica della cittadinanza italiana “per ingordigia preferisce tendere proprio verso Monti, chiedendo a Rivoluzione Civile di desistere in Lombardia per non far vincere Berlusconi, ma allora – continua Di Pietro – se Bersani non vuol far vincere Berlusconi, perché non chiede a Monti di desistere ? ”... atteggiamento politico che sarebbe effettivamente molto più coerente e rispettoso verso il proprio elettorato.
L'ex pm di mani pulite sembrerebbe sospettare insomma che il problema di Bersani non sia solo Berlusconi.
Marco Ferarra
Doveredicronaca

Mafia: facciamoci i conti.

Mafia: facciamoci i conti.Roma - Sul debito pubblico il candidato Premier Antonio Ingroia intervistato a Repubblica tv risponde alle domande degli elettori in diretta. Sul tema più scottante e che più preoccupa gli elettori che si preparano a quello che per alcuni aspetti sembra un salto nel buio, data la giovanissima età di questa lista, assoluta novità d'altronde, Ingroia espone quello che prevede sarà il doppio vantaggio del suo progetto economico di governo : " La legalità non è soltanto sanzione e punizione, produce ricchezza - spiega - io credo che gli investitori stranieri oggi sanno che debbono pagarare una doppia tassa in Italia: quella del racket della mafia e la tassa della corruzione."
Per favorire la crescita Ingroia insiste sul recupero di risorse economiche dai patrimoni illeciti con una "implacabile lotta all'evasione fiscale, alla corruzione, ed alla mafia".  " Abbiamo 60 miliardi di costi per l' evasione fiscale - continua - , la corruzione ci costa 120 miliardi e 200 miliardi annui per le mafie, se noi pensiamo che il debito pubblico ammonta a duemila miliardi, in dieci anni, e parlo in linea di tendenza, recuperandone 200 all'anno si potrebbe rovesciare il debiti pubblico .".
Circa il mancato dialogo costruttivo con Grillo, Ingroia spiega chiaramente la differenza tra il raccogliere il disagio e l'indignazione del popolo, esausto, ed un'altra cosa è avere una progettualità a governare per cambiare davvero il nostro Paese, sottolineando come prova ne sia il fatto che la lista di Beppe Grillo non ha candidato Premier. "Quando l'indignazione sociale e politica entra nelle istituzioni deve trasformarsi, deve diventare un progetto; cioè la politica  ha il compito di rappresenta l' interesse di cambiare il Paese e per farlo bisogna esprimere una politica di governo" dice Antonio Ingroia ed a proposito del M5S spiega: " Io credo che il limite di Grillo sia quello di non essere ancora riuscito ad esprimere una politica di governo come dimostra il fatto che, almeno fino ad oggi,  si pensa che la lista M5S non proporrà un suo candidato Premier, quindi significa che il M5S non vuole governare, ma se tu non vuoi governare, di fatto, non puoi cambiare il Paese".
Serena Todaro
Doveredicronaca



Ingroia al giornalista Banfi: "Il termine rivoluzione non è violento: è civile rivolta etico-morale"

ingroia su conflitto interesse e rivoluzione civileNella sua prima intervista da candidato Premier, ospite per pochi minuti a Tgcom24, Antonio Ingroia spiega: “L'Italia ha bisogno di rimettersi in piedi e per rimettere in cima ai valori della nostra democrazia occorre una vera e propria rivoluzione civile. E la rivoluzione è civile per chi vuole portare i cittadini comuni, i rappresentanti della società civile che si sono battuti in questi anni sui terreni della giustizia e dell' antimafia, della legalità e dei diritti in prima fila; la politica deve fare un passo indietro e questo è il senso di una lista civica. A proposito del termine “rivoluzione”, se si stesse parlando di una qualche rivoluzione del secolo scorso – spiega Ingroia a poche ore dal suo arrivo in Italia – sarebbe da temere nella sua accezione cruenta, come paventato dall'intervistatore di Mediaset Alessandro Banfi, ma questa è una rivoluzione delle coscienze, una rivolta etico morale. “Hanno fatto pagare ai cittadini comuni il prezzo di una casta spesso corrotta, spesso in combutta con le mafie, prima solo nel Sud Italia ormai in tutto il Paese. Noi di questo vogliamo fare piazza pulita e per questo abbiamo bisogno non di manette o di giustizialismo, ma di cittadini che si mettono in campo con la loro faccia e con il loro impegno. Per questo la società civile è in prima fila e per questo la rivoluzione dei cittadini è una rivoluzione civile. Seguono:

Ingroia: "Prima riforma da far approvare sarà conflitto d'interesse", anticipa in partenza per l'Italia

Patrimoniale, Ingroia: caccia senza tregua ai patrimoni illeciti per restituirli ai cittadini per bene

 

Contro lo Stato - Mafia: oggi. Roma Piazza Farnese 15 Dicembre 2012 ore 15,30

Manifestazione Nazionale di sostegno alla Procura di PalermoRoma 15 Dicembre 2012 ore 15,30 Piazza Farnese. Diretta Streaming.
Dopo la recente sentenza della Corte Costituzionale sul conflitto di attribuzioni sollevato dal Presidente Giorgio Napolitano nei confronti della Procura di Palermo è tempo di scegliere da che parte stare. Vogliamo difendere la Costituzione e ribadire la piena e totale legittimità dell'azione della Procura di Palermo. Lo faremo tutti assieme sabato 15 dicembre in Piazza Farnese, a Roma, a partire dalle ore 15.30 con interventi di (in ordine di adesione, in corso di aggiornamento):

Salvatore BORSELLINO  Marco TRAVAGLIO  Ferdinando IMPOSIMATO  Luigi DE MAGISTRIS  Sabina GUZZANTI  Daniele SILVESTRI Fabio REPICI Silvia RESTA Sonia ALFANO VAURO  Manuel AGNELLI (AFTERHOURS)  Moni OVADIA  Gianluca MANCA  Giorgio BONGIOVANNI  Benny CALASANZIO BORSELLINO  Aldo BUSI  Antonio PADELLARO  Marco LILLO  Sandra AMURRI   Paolo FLORES D'ARCAIS (video)  Don Andrea GALLO (video)   Giovanna MAGGIANI CHELLI (video)  Fiorella MANNOIA (VIDEO)  Sandra RIZZA e Giuseppe LO BIANCO (LETTERA) Rossella GUADAGNINI  Giuseppe GIORDANO
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